venerdì, 16 ottobre 2009 | in : lagia is thinking, lagia webaddicted

Il tempo che passiamo online aumenta ogni giorno. Personalmente, io non vedo quasi più la tv, non leggo più i giornali. Evito di usare il telefono, non  scrivo lettere. Se cerco informazioni su un argomento che non conosco, non vado in libreria nè in biblioteca (almeno non come prima scelta). Tutto questo, ormai, io lo faccio online. E come me, credo, milioni di persone.

Faccio qualche breve considerazione.

I giornali online. Non voglio parlare di come siano scritti per non cadere nell'errore del qualnquismo. Dovrei analizzare degli esempi concreti per dimostrare quanto siano scritti male e per ora non lo faccio. Ma qualcuno ha notato che quasi tutti (e parlo di testate nazionali) non hanno una redazione online? Cioè non è dichiarato chi sia il giornalista responsabile dei contenuti. Questo, per una testata di carta stampata è assolutamente vietato. Online è la norma. E se non esiste un responsabile legale dei contenuti del giornale che sto leggendo,  c'è poco da discutere sulla validità dei suoi contenuti.

Questo mi porta a parlare di blogs, e delle dicussioni quotidiane che leggo sul "citizien journalism", sul fatto che le notizie oggi siano date da twitter, blogs e social network. Beh, io ho sempre insistito alla differenza sostanziale tra blog e giornali, tra giornalisti e bloggers. Ho sempre sostenuto che un giornalista fa (o dovrebbe fare) un lavoro diverso. Ma se le notizie che escono su una testata non hanno una firma nè un redazione che risponda dei contenuti, trovo difficile continuare a sostenere questa tesi. E provo difficoltà, nella pratica a sottolineare il eprchè un blog non abbia la stessa attendibilità di un giornale.  

Arriviamo a internet come strumento di approfondimento. La prima cosa che mi viene in mente è che non esistono più dizionari free online. Io ho usato per circa 10 anni il De Mauro online. Ho sempre considerata fantastica l'opportunità di poter usare un dizionario senza sforzo, a qualsiasi ora, e in qualsiasi situazione. Qesta possibilità aveva condizionato il mio approccio al ragionamento: la prima cosa che facevo tempo fa per avvicinarmi a un argomento che non conoscevo era cercare la definizione dei termini online sul DeMauro. E partire da quella.
Beh, non si può più. Certo, potrei tornare a cercare le definizioni sulla mia vecchia enciclopedia cartacea. Ma sappiamo tutti che non lo farò e che ben presto mi accontenterò di pagine web non meglio identificate.

Pagine web che nel 90% dei caso si chiamano Wikipedia. Utile, rivoluzionario, non dico di no. Ma piena di errori, piena di lacune. Faccio un esmepio concreto:  tra le altre cose, io mi occupo di alcuni strumenti di misisoni spaziali,  progetti altamente tecnologici. Lavoro  con le persone che hanno costruito quegli strumenti. Ora, se cerco oline quelle voci specifiche su wikipedia trovo contenuti imprecisi ed errati e non trovo nessuno dei miei "utenti esperti" a correggere i contenuti. E' normale, chi lavora non ha tempo di correggere e controllare centinaia di pagine di wikipedia che vengono modificate quotidianamente da appassionati 16enni. E' una guerra persa che nessuno di noi si sente di intraprendere seriamente.

Potrei continuare analizzando il mio modo di usare internet. Parlando dell'abitudine crescente a non controllare le fonti, della mia incapacità di memorizzazione e della diminuzione dell'attenzione. Tutte cose che noto in me e che immagino siano vere per tutti noi. 
Non vorrei però sembrare un'arretrata detrattrice della tecnologia.
Davvero, non lo sono. Vorrei solo che tutto ciò fosse fatto con cervello.

lagia @ 10:31 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 08 settembre 2009 | in : lagia is thinking
Stasera uscendo dall'ufficio ho trovato un cucciolo di cane sdraiato a fianco della strada.
Era sdraiato lì agonizzante. Aveva accanto una cesta di vimini con un cuscino a quadri sul fondo e un gioco a forma di leone.

Ho provato a soccorrerlo. L'Ho portato da un veterinario ma non ho fatto in tempo.
E' morto tra le mie mani. A parte il fatto che la morte è molto meno veloce e molto più cruenta di quanto si immagini, non dirò altro dell'evento.

Tuttavia, vorrei un vostro cosiglio. Mi sto chiedendo da ore se sia il il caso di mettere un cartello lì dove ho trovato il cucciolo. Qualcosa che dica:

"Caro uomo che ieri hai abbandonato un cucciolo di cane in una cesta proprio in questo punto, se stai leggendo queste parole, vuol dire che non devi essere così cattivo. Se sei tornato, vuol dire che almeno per un attimo, ti sei chiesto cosa sia successo al cucciolo.
Ecco, volevo dirti che ieri alle 18:42  è morto tra le mie mani tra tremende convulsioni e sofferenze.
Non è cattiveria, quella che mi spinge a dirtelo, caro uomo.
Te lo dico perchè tu non ti illuda che il cucciolo abbia trovato una nuova casa.
Te lo dico perchè tu possa portare il peso delle tue azioni.
Magari questo farà di te un uomo migliore.
Magari sono solo un'ottimista."
lagia @ 21:46 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 28 agosto 2009 | in : lagia is thinking
Ultimamente ho qualche probelma a capire le notizie. Noemi ha vinto il premio Valva per il cortometraggio "Scaccomatto". Sono l'unica a pensare ad un errore di battitura? Danno fuoco ad un locale gay a Roma. Alemanno: "sono solo delle minoranze che vanno punite". Esiste un nuovo ufficio del Comune di Roma "Diamo fuoco alle minoranze"? da continuare....
lagia @ 15:47 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 27 agosto 2009 | in : lagia is thinking

Domanda: 2 settimane a londra possono rivoluzionarti la vita?

La mia, è stata una vacanza fuori dagli schemi: due settimane a Londa cercando di vivere la città come se fosse la mia. Non da turista, ma immaginando come sarebbe vivere in una civiltà diversa.
E l'impressione che ne ho ricavato è quella di un mondo cosmpolita, che investe, che cambia e non ha paura di cambiare. 
Un mondo pieno di ingiustizie e inuguaglianze, certo. Ma nel complesso, un mondo in cui hai l'impressione che quello che ti succederà nella tua vita lavorativa (e non) sarà commisurato agli sforzi e all'impegno e alle capacità che tu ci metterai.
(Ovviamente ammesso che tu abbia avuto la fortuna di nascere tra quelli che si sono potuti permettere un'educazione, ma questa è un'altra storia).

Sembra una banalità, in realtà sono anni che non provo più questa sensazione.
In realtà mi accorgo di essermi rifugiata in un mondo che assomiglia sempre di più ad una tana buia a cui sto mano mano abituandomi.
Non mi piace il mio lavoro? Il lavoro non si trova, accontentiamoci e facciamo meno rumore possibile. Ci vuole la raccomandazione? Posso provare a chiedere al cugino del fratello dello zio di mio nipote. Non riesco a lavorare al meglio? Non è colpa mia ma della condizione in cui sono. Non riesco a studiare e migliorare le mie capacità? Tanto non va avanti chi se lo merita, meglio diventare furbi e approfittare della botta di fortuna. Non posso fare un figlio perchè non posso permettermelo? Aspettiamo tempi migliori, poi si vedrà. Non posso comprarmi una casa vivible? 30 anni di mutuo per un buco sembrano una buona idea.

Beh, tutto ciò non mi sembra normale.
Non lo consideravo normale quando avevo 20 anni, e volevo cambiare il mondo. Non lo considererò normale nemmeno ora che ho le forze e il cervello e le capacità per cambiarlo sul serio, il mondo. Almeno il mio. 

Quindi: 2 settimane a londra possono rivoluzionarti la vita?
La testa la rivoluzionano di sicuro.
La vita non lo so, immagino che dipenda da me.
E quindi, comincio a rimboccarmi le maniche.

P.S.
A proposito, d'ora in poi questo luogo è deputato al dialogo con me stessa e con il mondo. Si prevedono grandi rivoluzioni.
Intanto comincio cambiando il sottotitolo.

lagia @ 12:14 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 24 giugno 2009 | in : politica, lagia is thinking
Dice Rossella che Minorenne è un temine vecchio e desueto. Dice Rossella che Noemi è una "ragazza con meno di 18 anni", non una minorenne. Dice Rossella che i tempi sono cambiati. Beh, mi sa che anche "giornalista" è un termine vecchio e desueto. Signor Rosella, converrà con me che "uno che scrive stupidaggini varie per guadagnarsi la pagnotta" sia una definizione molto più appropriata. http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_26/roncone_intervista_rossella_noemi_b947bdce-49b7-11de-8785-00144f02aabc.shtml
lagia @ 22:18 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 18 maggio 2009 | in : lagia is thinking

Hello world!!

(lo so che il suddetto post è blando...ma che ci volete fare, di questi tempi è meglio dire il meno possibile per non esporsi.. che dite? come mai m'è venuto un world in inglese e non  in francese, in spagnolo o, che so io, in arabo?...potrebbe sembrare che io propenda per una lingua in particolare?...potrei essere accusata di razzismo, vero?...non vorrei cominciassero a fioccare minacce più o meno velate...accuse...avvisi di garanzia...)

Ok, ok.
Hello.

lagia @ 18:13 | commenti (popup) | commenti
lunedì, 02 marzo 2009 | in : lagia is thinking, lagias food

Dell'Umbria ricordo tante cose.
Ricordo una casa. Casa mia. Non una casa qualunque. L'unica casa che considero come Casa tra tutti i posti più o meno accoglienti in cui -ora lo posso dire- sono stata un'inquilina di passaggio in questi 30 e passa anni.
Ricordo il profumo di pietra baganata dei muri, ricordo l'altalena scricchiolante di legno e catena arruginita, ricordo tutti gli alberi a cui avevo dato un nome.
Sarà un caso -deve essere un caso- ma quegli alberi sono morti qualche anno dopo che mi sono trasferita. Per gli altri, una inspiegabile malattia degli olmi nell'Italia centrale. Per me, nostalgia. 

E soprattutto, ricordo i sapori.
Li ricordo assoluti, come si ricordano i sapori dell'infanzia.
Per dire, negli strangozzi al tartufo non ricordo il sapore del tartufo e intorno quello della pasta tirata a mano che sa di farina,  il sapore dell'olio buono che sa di sole-aria-terra-vento dell'Umbria sottolineato dall'aglio che gli fa da contrappunto.
Io ricordo un sapore unico che chiamo Tartufo. Punto.
Ricordo come un concentrato di sapori, odori e altri sensazioni, che si mescolano in una cosa che, per tutta la tua vita, sarà per me IL sapore di Tartufo.
La chiamo sapore, ma in realtà è solo per l'inadeguatezza delle parole.
Dentro quel sapore, c'è anche tuo padre che ti fa assaggiare un cibo per adulti e ti spiega che cosa è quella roba strana che stai mangiando, che se non fosse per quella strana attenzione che tuo padre ti  dedica in quel preciso momento della tua vita, ti sembrerebbe solo terra e puzza di umido e invece da quel momento, è e sarà per te, per sempre, prezioso, caldo, magnifico Tartufo. 
Ed è per questo che passi la vita a cercarlo in mezzo a sapori che si sono fatti più complessi e raffinati.

Comunque.
Domenica il mio fidanzato mi ha portato a Spoleto, nel cuore dell'Umbria, a mangiare in una Taverna Umbra gestita da donne umbre col grembiule bianco che ti sorridono da una cucina umbra mentre spadellano i tuoi strangozzi umbri.
Ci avrei giurato, che ci eravamo arrivati per caso in quella taverna al centro dell'Umbria.

Invece, è stato come ri-mangiare da adulta, il Tartufo della mia infanzia e scoprire che si, quel sapore era buono e limpido e forte esattamente come me lo ricordavo, ma che dentro a quel sapore ci sono oggi tante sfumature e sensazioni e pensieri ed emozioni che colgo solo ora che sono diventata adulta e che mi portano a pensare che non ci sono arrivata per caso, in quella Taverna, ma che ci sono arrivata semplicemente perchè era il momento che ci arrivassi.

Ecco,  volevo dire che dietro alla parola caso, noi razionali spesso nascondiamo piccoli, insignificanti  eventi quotidiani che altri, più coraggiosi di noi, chiamerebbero miracoli.

PS La taverna è questa http://www.2spaghi.it/ristoranti/umbria/pg/spoleto/taverna-la-lanterna/ ed è magnificamente buona, epr chi non l'avesse capito. 

lagia @ 11:33 | commenti (3)(popup) | commenti (3)